Progetto IDEAL CITY

Ad Alvisopoli, piccolo nucleo urbano nato da un’utopia illuminista, il tempo sembra trattenere il respiro. La geometria ordinata del selese, le architetture della villa e delle barchesse, il paesaggio agrario circostante conservano ancora oggi la traccia del progetto di Alvise Mocenigo: un disegno pensato per integrare funzione, estetica e vita comunitaria.

Ma, come spesso accade quando l’utopia incontra la storia, la sua funzione viva si è interrotta. Non un rudere, ma un organismo privo di respiro quotidiano: uno spazio potenziale, in attesa di una nuova destinazione.

È in questa sospensione che si innesta Ideal City e altre germinazioni, un progetto espositivo che non si limita a presentare opere, ma che agisce come fase di un processo di rigenerazione culturale e territoriale.

La mostra riunisce due costellazioni di artisti:

Gli artisti del radicamento, che hanno intrecciato la propria ricerca con la storia e le tensioni di Alvisopoli, lavorando sul campo, lasciandosi attraversare dal contesto e generando opere che
nascono dalla relazione diretta con esso.
Gli artisti della germinazione, portatori di immaginari e pratiche che provengono da altri luoghi, capaci di aprire prospettive inedite, contaminare le visioni locali, innestare nuovi significati.

L’impianto curatoriale è concepito come un dispositivo aperto.
Le opere non sono elementi decorativi, ma strumenti di indagine e di trasformazione:
mappe temporanee di un ecosistema sociale e naturale, segni che raccontano un passato stratificato e, al tempo stesso, ne ipotizzano futuri possibili.

Alcune azioni si radicano fisicamente nel paesaggio, alterandone la percezione e suggerendo un nuovo rapporto tra architettura e natura; altre operano nella sfera simbolica, interrogando il concetto di comunità, appartenenza, valore.
Ideal City, in questa declinazione, non è una città ideale da contemplare, ma un laboratorio. Un luogo dove l’arte si sperimenta come metodo di lettura e come strumento progettuale, capace di orientare le scelte e aprire possibilità di sviluppo che vadano oltre l’evento espositivo.

Il dialogo con Alvisopoli non è un pretesto scenografico: è il cuore della ricerca.
Il patrimonio materiale e immateriale del luogo viene considerato risorsa attiva, da interpretare e rielaborare attraverso la lente dell’arte contemporanea.
Il progetto non si chiude con la mostra, ma punta a sedimentare. Ogni intervento, ogni opera, ogni relazione costruita con il territorio è pensata come un seme, un principio di germinazione culturale. La sfida è trasformare il vuoto in terreno fertile, generare legami che possano radicarsi nel tempo e influenzare la vita futura del luogo.

In questa prospettiva, Ideal City e altre germinazioni è insieme mostra, laboratorio e test di fattibilità. È un’occasione per verificare come la pratica artistica, quando è coerente e radicata, possa contribuire a ridefinire l’immaginario di un territorio, generare partecipazione e attivare processi reali di trasformazione.
Non promette una rinascita immediata, ma propone una direzione: quella in cui l’arte diventa parte del metabolismo di un luogo, capace di nutrirlo e trasformarlo.

Radicamenti

Rebecca Agnes Nico Angiuli Alvise Bittente Andrea Contin & guests Alessandro Sambini Collettivo Tocàmi

Germinazioni

Pablo Compagnucci Bendetta Panisson Simoncini Tangi Zeroscena

Archivio

Archivio fotografico della mostra \ progetto IDEAL CITY