ideal city - alvisopoli
Andrea Contini

Corpi sul palco®

Andrea Contin

All’interno della piattaforma Ideal City, pensata per esplorare nuove forme di relazione tra arte contemporanea e territori marginali o non egemonici, Corpi sul palco®, progetto ideato da Andrea Contin, si presenta come un modello operativo capace di valorizzare i luoghi attraverso la presenza performativa. Non un cartellone di spettacoli, ma un dispositivo che attiva contesti, corpi e comunità, uscendo dai circuiti istituzionali maggiori per entrare là dove la prossimità fra artista, spazio e pubblico diventa scelta politica.

La struttura è agile e replicabile: un formato che privilegia l’autonomia progettuale, il coinvolgimento diretto degli artisti e delle realtà locali, l’attenzione non solo alla scena istituzionale, ma anche quella indipendente. In questo orizzonte, Ideal City guarda a Corpi sul palco® come a una traiettoria concreta per gli interventi nei territori: la rigenerazione culturale non passa per l’imposizione estetica o l’importazione di contenuti “a pacchetto”, ma per pratiche di presenza, responsabilità e relazione.

Contatti

Andrea Continm è artista e ideatore di Corpi sul palco®, progetto dedicato alla performance come pratica di prossimità e attivazione territoriale.

Ad Alvisopoli, Corpi sul palco®, ha curato la performance di Teresa Antignani: un’azione che ha messo al centro corpo, sguardo, ascolto e la loro capacità di ridisegnare lo spazio condiviso. La scena – essenziale negli apparati, intensa nella relazione – ha funzionato come pedagogia del luogo: non illustrare, ma interpellare; non occupare, ma abitare; non aggiungere rumore, ma rendere leggibile ciò che nello spazio esiste già come potenziale.

Il cuore del progetto sta nella sua radicalità. Le performance non rinunciano alla ricerca linguistica, ma restano aperte all’incontro con pubblici diversi (abitanti, visitatori, operatori culturali). Il lavoro curatoriale rifiuta la verticalità, preferendo un dialogo orizzontale dove la mediazione non attenua la complessità, bensì la condivide. In questo senso, Corpi sul palco® si distingue dal linguaggio dell’intrattenimento o dal marketing territoriale: non spettacolarizza, non tematizza, non brandizza. Trasforma il gesto artistico in atto civile, una pratica di rigenerazione sensibile che allena allo stare-insieme.

Il format è pensato per piccoli teatri, spazi civici, luoghi extra-metropolitani: architetture con memoria, sale di comunità, ambienti dove pochi elementi bastano a costruire intensità. Ogni attivazione di Corpi sul palco® lavora con il luogo (e non sul luogo): ascolto preliminare, cura del contesto, chiarezza dei ruoli, attenzione alle economie reali (tempi, costi, sostenibilità tecnica), in modo che la qualità della relazione non dipenda dalla scala ma dalla precisione.

La tappa di Alvisopoli conferma la coerenza del progetto con l’impianto di Ideal City: mettere alla prova i linguaggi dell’arte fuori dai recinti consueti; riaprire spazi alla vita pubblica attraverso la pratica performativa; affidare alla presenza dell’artista la possibilità di generare senso condiviso. Qui Corpi sul palco® non è solo una rassegna da ospitare, ma un modello da adottare: una grammatica semplice e robusta che può essere riattivata in contesti differenti senza perdere identità.

Corpi sul palco® è stato presentato ad Alvisopoli (Villa Mocenigo) con una performance di Teresa Antignani nell’ambito di Ideal City – e altre germinazioni. Il format è replicabile in ulteriori sedi del progetto, in dialogo con comunità e amministrazioni locali. Durante la performance l’artista attiva la bandiera di Albanova, la bandiera che le donne del ceppo materno della famiglia dell’artista Teresa Antignani hanno ricamato per dare vita all’immagine dell’Agnus Dei. Fortemente simbolica e carica di connessioni con le lotte territoriali in difesa dei territori martirizzati e resi sacrificabili dalle logiche del profitto a ogni costo, questa bandiera porta con sé la rabbia e il dolore delle comunità. Un gesto semplice, come quello di sbandierare questo vessillo, viene reso da Teresa un momento di resistenza e voglia di riscatto.

Nell’estate 2025 Corpi sul palco® ha avviato un festival di performance a Chioggia, presso i Bagni Hardy. Il format si è rivelato efficace e replicabile lungo le spiagge prossime a Villa Mocenigo (Alvisopoli), con l’obiettivo di costruire un asse culturale tra la Villa e la costa, orientare parte dei flussi turistici e offrire un’alternativa qualificata all’intrattenimento balneare abituale.

BIO

Andrea Contin è artista e ideatore di Corpi sul palco®, progetto dedicato alla performance come pratica di prossimità e attivazione territoriale. Nato a Padova nel 1971, diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e laureato in Psicologia all’Università di Padova, è artista, docente, giornalista freelance, curatore dilettante e cartomante part-time.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive e ha partecipato a premi e residenze in Italia e all’estero. Ha ideato, cura e presenta Corpi sul palco, rassegna di performance artistiche a Teatro Linguaggicreativi di Milano, e Corpi 2.0®, programma itinerante di residenze per performer. Ha tenuto seminari e conferenze in musei e istituzioni, scrive per Robinson di Repubblica ed è Caporedattore Arte di Cultweek. Insegna Discipline Pittoriche al Liceo Artistico, è stato Painting Professor per Boston University a Venezia, Cultore della materia e Assistente alla didattica a Brera e ha insegnato in Comunità per minori e in carcere.

Teresa Antignani è performer (non curatrice del progetto) e ha presentato ad Alvisopoli un’azione concepita per lo spazio e il pubblico di Villa Mocenigo. Nata a Presenzano nel 1991 è artista, ricercatrice e attivista. Inizia la sua pratica di ricerca indipendente sulla psicologia del fascismo a partire dal Mezzogiorno, suo contesto culturale di provenienza, che connota fortemente tutta la sua produzione artistica. Ispirata dalle teorie sociologiche di Theodor Adorno, ha condotto varie inchieste etno-visuali sulle influenze ideologiche nella percezione visiva. Dal 2018 ha iniziato un percorso di attivismo che abbraccia la visione eco-femminista dei movimenti territoriali di lotta in difesa dell’ambiente, poi tradotta in un progetto itinerante e comunitario tuttora in progress dal titolo evocativo di Martyrion.
La ricerca di Antignani procede con eclettismo attraverso una commistione di pratiche e linguaggi, dalla pittura, alla performance, alla pratica collettiva, che richiamano la dimensione rituale e i codici estetici della tradizione meridionale e interpellano corporeità e presenza. Il suo lavoro si inserisce in un discorso globale capace di fornire una lettura critica di alcune delle questioni più drammatiche della nostra contemporaneità, dal ruolo della donna nella difesa dell’ambiente, al sostegno alle realtà di lotta nella denuncia dei colossi energetici, alla riflessione sulla dimensione etica e politica dell’arte.